Dalla nazionale degli ingenui alle nazionali dei patrioti

Immaginate se nel XX secolo verso la fine degli anni trenta e l’inizio degli anni quaranta, una nazionale di calcio ebrea avesse accettato di giocare con la squadra della Germania nazista; in caso di vittoria dei tedeschi le avrebbe offerto lo spunto per confermare le loro teorie razziste e l’occasione di una facile propaganda. A questo aggiungiamo che la nazionale ebrea scelta sarebbe stata nettamente più debole. Alla fine la nazionale nazista avrebbe ottenuto tutti gli obbiettivi politici prefissati. 

 

Considerando il contesto storico, cosa avrebbero pensato gli ebrei che per evitare lo sterminio lottavano già contro il regime nazista dei loro connazionali che avevano reso possibile un simile incontro di calcio? Questo fatto immaginario, penso che non sia mai esistito.

 

Disgraziatamente ad inizio giugno si è disputata la semifinale valevole per il grottesco mondiale dei “Popoli senza Stato”: “Padania – Regno delle due Sicilie” concluso con la vittoria dei cornuti barbari verdi contro ‘e pescetielle ‘e cannuccia per 2-0.

 

Voglio ringraziare con tutto il cuore l’intero staff per la sconfitta rimediata contro i polentoni e le prese in giro dei dirigenti della Nazionale del Regno delle Due Sicilie. Un ringraziamento anche ai calciatori per lo spirito vacanziero con cui hanno affrontato questo scontro che tutto doveva essere fuorché un incontro di calcio… visti i nemici padani che avevamo di fronte.

 

Il decreto “facimmo ammuina” era un falso per screditare l’Armata di Mare del Regno delle Due Sicilie, confermato sia dalle ricerche storiche che da un argomento che rinforza questo fatto: il regolamento della marina napolitana fu recepito integralmente dalla neonata Regia Marina Italiana. E’ anche una falsità la storia dell’inefficienza dell’ “esercito di Fraceschiello” i cui militari non sapevano riconoscere la destra e la sinistra. Eppure i dirigenti della “nazionale del Regno delle due Sicilie” hanno “fatto ammuina” organizzando a discapito della memoria storica, il famoso “esercito ‘e Franceschiello”.

 

I Padani hanno ottenuto la loro vittoria propagandistica per confermare quello che pensano ovvero: “di appartenere ad una razza superiore rispetto ai popoli della Terra e forse dell’intera galassia, mentre gli australopitechi del Regno delle Due Sicilie si sono confermati inferiori visto che ne sono convinti ormai dal lontano 1860”. Inoltre va aggiunto lo sberleffo dei diversi organi d’informazione compreso l’indecente TG5 per come hanno presentato gli ingenui calciatori e dirigenti della “Nazionale del Regno delle due Sicilie”.

 

Rivendico che già dal lontano 1997 di essere stato il primo a sentire la necessità di formare una nostra nazionale, ma gli allora dirigenti del movimento neoborbonico non appoggiarono questo progetto.  L’idea, che dopo più di dieci anni è stata portata avanti da altri, non ha valutato l’attuale contesto.

 

Mai e poi mai la nazionale del Regno delle due Sicilie doveva giocare contro una nazionale di polentoni. I motivi sono sia politici che identitari.

 

Politicamente sembra che abbiamo lo stesso obbiettivo: dividerci dallo stato italiano; ma è solo apparenza. I padani demagogicamente divulgano di voler separare dall’Italia quella parte che loro ritengono zavorra (il Sud) facendo uno stato italiano (come sistema istituzionale nato dal risorgimento) più piccolo che si fermi alla Toscana. I popoli delle Due Sicilie vogliono abbattere il sistema Italia partorito dal Risorgimento o se non altro affrancarsi da esso al fine di creare uno Stato retto da principi morali e civili diversi da quello attuale. Le rivendicazioni padane sono dettate dall’egoismo di chi vuole mantenere i propri privilegi, mentre le nostre da chi è stato privato di ogni  diritto: “Scegliere il proprio futuro, governare il proprio territorio già barbaramente saccheggiato delle sue ricchezze e risorse, non essere umiliato nel proprio orgoglio, ecc.”

 

Sul piano identitario sia i napolitani che i siciliani hanno, malgrado gli attacchi propagandistici che subiscono dal 1860, una grande e plurimillenaria cultura che altri popoli occidentali sicuramente non hanno, cisalpini inclusi. I valori morali che hanno napolitani e siciliani sono di gran lunga superiori a quelli padani.

 

Questi motivi sono bastanti affinché nel calcio come in ogni altro settore non c’è motivo di confrontarci con la lega nord. Ogni volta che tentiamo di ricalcarne le orme o di istaurare una forma di collaborazione politica o per una maggiore autonomia, tutto viene vanificato ed il ritorno d’immagine per i soggetti politici delle Due Sicilie è solo negativo.

 

Sono favorevole alla creazione di due nazionali per le due identità culturali e nazionali di questa macroregione ovvero formare le nazionali di Napolitania e Sicilia. Si potrebbero anche avere più nazionali in uno stato sovrano prendendo ad esempio il Regno Unito che ne ha quattro. Non biasimo comunque chi voglia allestire una nazionale delle Due Sicilie.

 

Devono essere convocati: per la Nazionale della Napolitania, solo  napolitani e per quella della Sicilia solo siciliani. Quello che ho appena scritto può sembrare ovvio… ma gli organizzatori sembra che non abbiano le idee chiare. Va stabilita una regola con cui identificare chi ha la nazionalità napolitana o siciliana, usando come modello l’ultima legge in vigore in tema di nazionalità nel Regno delle Due Sicilie prima dell’invasione o meglio ancora le ultime leggi in vigore nei Regni di Napoli e di Sicilia prima della loro fusione nel 1816 in “Regno delle Due Sicilie”. (Colgo l’occasione per fare un appello agli eruditi ricercatori storici ed a chi è in possesso di queste normative di scriverli sul blog oppure inviarmele via posta elettronica.)   

 

La nazionale Napolitana e quella siciliana devono ben valutare la scelta degli avversari sia nei tornei che nelle amichevoli. Questa scelta influenzerà non poco il prestigio politico dei movimenti che si battono per il riscatto dei nostri popoli; e potrebbero procurarci simpatie ed alleanze internazionali.

 

Personalmente se dovessi scegliere una nazionale per l’esordio della Napolitania preferirei un doppio confronto con i palestinesi. Questo popolo ha subito e subisce tuttora le stesse cose che abbiamo subito e subiamo noi. Infatti i loro oppressori israeliani sono stati così abili che da carnefici si sono vestiti da vittime, alla stessa maniera agiscono i padani che sfruttano le Due Sicilie e poi si auto proclamano vittime lagnandosi di sostenere il Sud.

 

Il secondo antagonista potrebbe essere il Principato di Monaco che storicamente ha subito il risorgimento nel 1861; un plebiscito truffa gli ha sottratto il 94% del suo territorio riducendolo a soli 1,45 chilometri quadrati. In seguito affrontare le selezioni dilettantistiche di Scozia, Catalogna, Paese Basco, Creta, Corsica, Quebec ecc.  

 

Giocare contro formazioni degli stati preunitari italiani non sarebbe percepito dalla gente come un incontro internazionale… ma peggio di un gioco di ruolo dove si ricostruiscono ambientazioni medioevali. Anche la dizione “Regno” per le nostre nazionali è fuori luogo in quanto lo stesso Francesco II sciolse il suo governo in esilio e rinunciò a farsi chiamare Re del Regno delle Due Sicilie. Questi incontri apparirebbero ridicoli.

 

Le selezioni calcistiche delle due nazionali devono nascere come punto d’aggregazione di gruppi di connazionali che attraverso lo sport rinforzano le loro radici e soprattutto fanno propaganda a livello internazionale per l’affrancamento dallo stato italiano. Insomma le nazionali di calcistiche di Napolitania e Sicilia, ed in futuro anche altre discipline sportive, dovranno essere il braccio o la colonna sportiva dei movimenti napolitanisti e sicilianisti.

 

Joseph Epomeo

Dalla nazionale degli ingenui alle nazionali dei patriotiultima modifica: 2010-08-08T22:28:00+00:00da josephepomeo
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