Napoli è un simbolo

Napoli è un simbolo e come tale è stato più di ogni altro attaccato da chi ha tutto l’interesse a distruggerne l’identità. Enfatizzare determinati aspetti della napoletanità per condurli ad una parodia di se stessi è uno dei metodi per distruggere il senso di appartenenza. Far divenire gli indiani d’America tutti ubriaconi era una strategia definita per distruggere dall’interno l’identità dei 100 e passa popoli indiani che costituivano la nazione indiana.

 

Napoli era un simbolo del Sud non era e non è il Sud, ma attaccando Napoli si attacca un simbolo del Sud, quindi tutto il Sud. Il problema […] è che la strategia mira a far vergognare la Napoli che resiste della Napoli che si è arresa. Frasi del tipo “è colpa nostra”, “siamo proprio fatti cosi”, “al nord queste cose non succedono” sono sintomatiche di come vogliono ridurre i napoletani. Come ha ben scritto, e descritto, Malcom X, se vuoi dominare uno schiavo devi convincere lo schiavo che per lui non è mai esistita altra scelta e che la schiavitù è nella sua natura. Non puoi dirgli “sei schiavo perché io sono più forte” quello alla prima occasione cerca di ammazzarti nel sonno, e fa bene. Quando una nave affonda é al grido “si salvi chi può” che si scatenano gli istinti bestiali di ogni uomo lasciato in balia degli eventi, Vale per i Napoletani ma anche per i Parigini o gli americani di Los Angeles o di New Orleans.

 

Ordine, rispetto delle proprie regole comuni, fiducia nelle istituzioni, rispetto delle origini e delle proprie tradizioni, orgoglio dell’ appartenenza comportamento di integrità nel rispetto di se stessi e del proprio orgoglioso passato e presente stabiliscono l’atteggiamento di un popolo. Ma non quando a questo popolo si è insegnato sin dalle scuole elementari che nel proprio passato non c’è altro che schiavitù e dominazioni, che i propri antenati non erano altro che ladri, briganti (nel senso di banditi) e peones. Quante volte sentiamo dire quella perdurante bugia che al Sud si è sempre emigrato, cantando “santa lucia luntano” come se l’emigrazione fosse nel dna dei nostri padri e non una precisa volontà politica dei liberali del nord. Quando a questo popolo non si danno istituzioni, leggi e stili di vita conformi alle tradizioni, anzi lo vogliono convincere che non ha mai avuto tradizioni, se non l’arte di arrangiarsi e di cantare, cosa succede? Gli Inglesi sono divenuti impero grazie ai pirati, ma quando i pirati non sono serviti più non hanno sputato nel piatto in cui mangiavano e nella letteratura hanno epicizzato l’etica (inesistente) di corsari e bucanieri. Se avesse vinto il Nazismo in Inghilterra avrebbero insegnato agli inglesi che il loro punto di riferimento non era l’onore ma la vergogna piratesca, cosa sarebbero ora gli inglesi? Gli americani hanno nel loro dna lo sterminio degli indiani, ma non senti nessun americano dire di se stesso, certo se ammazziamo 50 bambini iracheni in una scuola è perché abbiamo dai tempi di Custer sempre ammazzato bambini e se un americano fa saltare con una bomba un albergo, nessuno dirà siamo proprio noi che siamo bombaroli pur avendo scaraventato bombe su mezzo mondo. La festa che li accomuna tutti è l’indipendenza dagli Inglesi, mica la vittoria del nord sul Sud durante la guerra di secessione. A noi cosa vogliono farci festeggiare, il Risorgimento? Cioè di come in nome dell’unire gli italiani qualcuno volle attaccare la religione degli italiani e volle depredare gli italiani del Sud? L’Arno puzza e Venezia è piena di ”zoccole”, ma non senti nessun telegiornale ripetere ad ogni intervento su queste città, queste scontate verità. A Milano si rubano più auto che a Roma e Napoli messe insieme, ma se lo dici ad un Napoletano questo ti risponderà con quasi orgoglio che siamo noi che c’è le andiamo a rubare. E questo che dovrei insegnare a mia figlia? Che apparteniamo tutti ad un popolo di munnezzari e ladri di macchine?

 

Napoli è altro, Napoli è scienza, Napoli è cultura, Napoli è il posto dove nonostante 150 anni di dominazione risorgimentale si resiste ancora. Se lo stato Italianunito avesse trattato Milano come ha trattato Napoli a quest’ora tutti i Milanesi sarebbero peggio, ma molto peggio, della 167 di Scampia. E sarebbe anche normale visto che quando Napoli era faro di legalità e di diritto in Lombardia c’erano padrini mafiosi chiamati Don Rodrigo ed assassini incalliti e coglioni chiamati Bravi e vigliacchi chiamati Abbondio. Se non sono ancora arrivati ad insegnare ad i nostri figli che il Manzoni scrisse Lago di Como, ma voleva scrivere ….golfo di Napoli e perché non vogliono far capire bene cosa erano i Milanesi di quel tempo. Poveri, appestati, Assassini, mafiosi… e poi parlano del colera… ma mi facciano il piacere! Se ad un Mammasantissima di Napoli gli togli il potere che i Savoia gli hanno dato nel 1861, troverai un Don Rodrigo qualsiasi. Napoli per tutto il medio evo è stato il fulcro del feudalesimo (oggi lo potremmo chiamare federalismo) Francorum, il nord era governato dal principio feudale Longobardorum. Per quasi mille anni gli italiani del Sud e del nord hanno avuto istituzioni e modi di concepire lo stare insieme diversi. Con il nazionalismo hanno fatto l’Italia, ma hanno iniziato a distruggere gli Italiani del Sud. Hanno iniziato amici, ma non ci sono ancora riusciti.

 

La mia Napoli è l’orgoglio di appartenere ad una grande civiltà, una grande cultura, dei grandi antenati. La mia Napoli siete voi che non vi arrendete, siamo noi che conserviamo il ricordo di quello che saremo e che lo tramandiamo ai nostri figli. La mia Napoli è lo sberleffo all’onorevole Trombetta, è la caustica pernacchia del de Filippo che ogni giorno facciamo NOI NAPOLETANI che non ci siamo arresi alle lusinghe della vita borghese. Io difendo Napoli, cari amici non perché sono napoletano (chi mi conosce sa che difendo con orgoglio le mie origini sannitiche), ma perché la Napoli che vogliono creare non è la stessa Napoli dei miei, dei nostri antenati. Napoli è gioia di vivere in un territorio baciato dagli Dei, non è quel luogo di rassegnazione e di sofferenza e stress che impongono con i media e con il traffico.Napoli è ancora il simbolo del genio italico, anche se per applicarlo dobbiamo, costretti, emigrare all’estero. Napoli è la socialità dei popoli di mare, non è l’individualismo cronico dell’egoismo liberale. Potrei continuare, ma Napoli è un simbolo, non si può spiegare. Dante definiva l’amore come la forza che muoveva il cielo, le stelle e tutte le cose dell’universo. Ciò che viene fatto per amore accade sempre al di là del bene e del male diceva Nietzsche e noi, amiamo Napoli.

 

Nando Dicè

Napoli è un simboloultima modifica: 2011-03-01T00:24:20+00:00da josephepomeo
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