La lotta continua

Il Napoletano contemporaneo che conosce la vera storia ultramillenaria di Napoli è combattuto da due opposti sentimenti; quello dell’orgoglio che lo porta a difendere Napoli e l’altro dello sconforto che lo porterebbe alla fuga morale se non addirittura reale.

A contribuire al disfattismo  dei napoletani c’è il canto delle sirene che ti spingono a buttarti a mare facendoti annegare nella disperazione, spingendoti ad abbandonare il campo di battaglia.

Il napoletano di oggi, erroneamente crede di dover sostenere una lotta impari contro nemici che sembrano imbattibili per lui e la sua città. In realtà non c’è niente di più sbagliato, è una normalissima fase storica, non diversa dai duemilasettecento anni precedenti.

Quando fu fondata Partenope sul Monte Echia fu scelta una posizione strategica; infatti era facilmente difendibile, ma contemporaneamente vicino al mare per agevolare i traffici marittimi. Questa posizione unita al clima favorevole ed al fertilissimo suolo vulcanico la rendeva particolarmente ambita da ogni popolo.

Questi motivi costrinsero i greci fondatori di Partenope da subito a lottare per difendere la loro città, e sono stati il filo conduttore della storia di Napoli fino ai giorni nostri.  

Nell’antichità si lottò con successo contro i sanniti. Una volta che Napoli si alleò con Roma, riuscì a conservare la sua autonomia che prevedeva tra l’altro di battere moneta ed di continuare a parlare greco. Sconfisse vari nemici comuni tra cui anche Annibale proprio fuori le mura napoletane. 

Nel medioevo per cinque secoli fino al 1139 Napoli fu capitale del Ducato di Napoli. Una pagina di resistenza epica dei Napoletani contro fortissimi nemici che avevano alle loro spalle grandi stati come i barbari longobardi, o imperi come quello bizantino o islamico. All’inizio del XII secolo nessuno di questi nemici aveva conquistato Napoli ma in compenso l’impero islamico e gli stati longobardi erano scomparsi, mentre l’Impero Bizantino aveva perso parte della sua potenza.   

Dal momento che Napoli è diventata capitale del più grande stato della penisola italiana i napoletani hanno continuato a difendere la loro città e contemporaneamente anche lo stato di cui era capitale.

In varie epoche si è lottato, ad esempio, la rivolta di Masaniello e contro l’inquisizione. Ancora le quattro giornate di Napoli del 1799 quando i napoletani resistettero quattro giorni all’esercito invasore francese e dovettero fermare quella fase di resistenza perché i traditori e collaborazionisti giacobini aiutarono il nemico. I Napoletani hanno resistito anche dopo il 1860 organizzando cospirazioni contro il governo del nuovo regno d’Italia.

In tutti questi secoli, i napoletani, tra una lotta e l’altra per non essere annientati, hanno anche aumentato il prestigio della loro città facendola diventare la metropoli, nel senso di città madre del Sud Italia continentale, hanno costruito chiese, monumenti, opere pubbliche che hanno accresciuto la vivibilità e l’importanza di Napoli in tutto il mondo.

La resistenza non è finita e continua in altre forme contro la barbara repubblica italiana.

Proprio in queste ore si resiste come nei precedenti ventisette secoli per sopravvivere e non essere annientati. Allora la volevano annientare con gli eserciti, oggi con i veleni tossici che il nord scarica nelle nostre terre.

La lotta continua, abbiamo il dovere di vincere: l’alternativa è il nulla seguito dalla morte. I nostri avi lo sapevano e se non lo sapevano lo percepivano. Noi dobbiamo esserne altrettanto consapevoli.

Sono fiducioso che vinceremo ancora una volta, come sempre nella storia; i nostri nemici s’illudono di annientarci, ma non sanno che ancora una volta saranno loro a perire.

Noi napoletani abbiamo una grande eredità e non solo di una storia gloriosa, di una città bellissima e ricca di monumenti, ma anche di ventisette secoli di lotte per conservare e tramandare ai nostri figli questo tesoro. Abbiamo il dovere di batterci come hanno fatto più di cento generazioni di napoletani, di conseguenza non accetteremo gli inviti di coloro che ci dicono di desistere e spero che chi è d’accordo rinnovi con un breve messaggio la sua volontà di battersi per Napoli, visto che dal 1300 è un continuo lottare con il Sud Italia continentale.

Viva Napoli! Viva la libertà!

Joseph Epomeo

 

http://www.duesicilie.net/O_N026.html

La lotta continuaultima modifica: 2008-01-04T18:15:00+01:00da josephepomeo
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6 pensieri su “La lotta continua

  1. Per il regista
    E chi ti assicura
    che non sei proprio tu a vivere
    in un film di serie B?
    Un film che ti hanno inculcato
    nel cervello da quando hai cominciato a respirare.
    Sono di parole di un amico calabrese
    che vive in padania, è scettico come te
    ma ameno ha coscienza
    dei guai che ci hanno combinato
    ed è orgoglioso di se stesso, come meridionale.

  2. Signor ‘regista’(e t’aggjo fàtto nu riàlo), a pparte ca nun sàje nemmànco scrìvere napulitano, pe comme stàje parlànno tu tièn’ ‘o pallone ‘a ‘o puòsto d’ ‘a càpa, fàje comm’ ‘e struzzi ca s’annascònnene ‘a càpa dint’ ‘o tturrèno, ‘nfròmme tu ‘a miètte dint’ ‘o pallone e nun vìde ca t’hanno luvàto ‘a libbertà ‘e scèglière ‘e faticà ‘o paèse tuòjo, ‘a libbertà ‘e pusà ‘e sòrde ‘a ‘na banca ca nun fosse d’ ‘o nord, ‘a libbertà ‘e tenè ‘e servìzje ca vànno bbuòno, ‘a libbertà ‘e ‘spirà aria bbòna senza munnèzza, ‘a libbertà ‘e campà tantu bello, o ‘a fòra ‘a ll’uocchje e ‘e rrècchje te sì appilàto pur’ ‘e nasèrchje? Embè huè, appìzze ll’uocchje e ‘e rrecchje e scìtete ca ‘o tiempo ‘e durmì è fernùto, s’è fatto matina.

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