La macroregione Napolitania Quarta parte

La scuola in Napolitania dipenderà economicamente dal parlamento di Napoli. La gestione didattica sarà appannaggio delle province. Le materie saranno uguali per tutto il territorio. I programmi avranno un nucleo fisso ed una parte che cambierà da provincia a provincia. La lingua e la letteratura Napoletana sarà una delle materie di studio. Ogni provincia introdurrà lo studio di opere minori e letterati della propria zona. La storia, avrà un programma diverso; il passato delle Due Sicilie, visto in una chiave non offensiva ed in modo che possa farci sentire orgogliosi delle nostre radici. Un’altra materia si occuperà delle tradizioni e del folklore Napolitani sia degli aspetti diffusi in tutto il territorio macroregionale sia delle tradizioni folkloristiche locali. Lo studio delle lingue straniere dovrà includere due idiomi a scelta tra: inglese, francese, spagnolo, russo ed arabo. Un particolare rilievo bisogna dare alla formazione professionale, tenendo conto sia delle esigenze di mercato sia all’avviamento dei giovani ai mestieri della nostra tradizione. La scuola sarà organizzata in due livelli: “studi inferiori” e “studi superiori”. I primi dureranno otto anni, sono riservati agli alunni dai sei ai quattordici anni. Gli studi professionali dureranno quattro anni divisi in due bienni. Il primo biennio avrà due indirizzi generali: umanistico e tecnico scientifico. Ci saranno materie basi uguali per tutti per accedere ai due anni successivi. Nel secondo biennio si avrà un’ulteriore specializzazione conseguenza del tipo d’indirizzo scelto nel primo biennio. Le materie di studio saranno finalizzate a dare una preparazione specifica in modo da aver la possibilità di lavorare nel settore degli studi prescelti. Ogni tipo di diploma sarà un titolo completo; l’iscrizione all’università deve essere fatta solo per una scelta fermamente motivata. Completano gli studi professionali le varie facoltà universitarie. Nella scuola Napolitana il ruolo degli insegnanti deve essere primario non solo per la didattica ma anche come educatori. A tale scopo i docenti devono vestire in maniera sobria ed avere una condotta morale irreprensibile oltre a non fumare. Il trucco delle insegnanti deve essere poco appariscente. Tutto questo serve per dare l’esempio ai discenti. Il fumo deve essere vietato in tutti i locali delle scuole, dal personale docente, non docente agli allievi e ad eventuali visitatori. Le province emetteranno i regolamenti sul comportamento dei docenti tenendo conto di una legge quadro macroregionale.

La Napolitania si doterà di una sua polizia e di una sua guardia costiera. I poliziotti e gli addetti alla guardia costiera, nati nel territorio Napolitano e in servizio nello stesso, passeranno dai corpi così come sono nella repubblica italiana e quelli della Napolitania con la stessa anzianità, grado e retribuzione. Poliziotti e militari nati in Napolitania che lavorano fuori di essa potranno in seguito fare domanda di assunzione, questi non perderanno il grado e la retribuzione, ma la loro anzianità decorrerà dal momento dell’entrata in servizio nel corpi Napolitani. La Macroregione deciderà anche su come dovrà essere la divisa ed i gradi dei poliziotti e degli effettivi della guardia costiera.

La Napolitania si doterà di una marina mercantile autonoma le cui navi batteranno la bandiera che è stata dell’antico Regno delle Due Sicilie. Ci sarà una bassissima pressione fiscale per ogni armatore non Napolitano che metterà una flotta non inferiore a cinquanta unità e un minimo tonnellaggio sotto questa bandiera; un altro obbligo è di avere la sede nel territorio della Napolitania. I Napoletani invece potranno costituire flotte senza limite minino di navi e tonnellaggio.

La Macroregione Napolitania si avvarrà del referendum per l’autodeterminazione. Questo strumento sarà di due tipi: locale e macroregionale. Il referendum di autodeterminazione locale verrebbe richiesto dalla popolazione di un comune che da una deliberazione del governo macroregionale o dal parlamento macroregionale o del consiglio provinciale vedrebbe leso un suo diritto. Il referendum con esito positivo ribadirebbe il diritto della popolazione locale, per cui le istituzioni superiori dovrebbero rispettare l’esito del referendum. Il referendum di autodeterminazione macroregionale si indice per far valere un diritto leso dalla popolazione della Napolitania da una deliberazione del governo macroregionale, dal parlamento macroregionale, dal parlamento italiano e dal governo italiano. Modalità per richiedere i referendum ed eventuale quorum per la loro validità saranno stabiliti dallo statuto della macroregione.

Joseph Epomeo

La macroregione Napolitania Quarta parteultima modifica: 2008-03-12T00:30:00+01:00da josephepomeo
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