Io non tifo Italia

Quest’anno si svolgeranno le Olimpiadi estive, precedute di poco dagli europei di calcio. Due grandi eventi sportivi internazionali che unitamente ai mondiali di calcio sono tra le manifestazioni sportive più importanti e seguite dal pubblico e dai mass-media.

La nazionale italiana è tra le rappresentative partecipanti.

Un vero indipendentista militante che ha come obbiettivo ideale l’indipendenza della sua Patria dallo stato italiano, deve per forza non tifare per la nazionale italiana.

Che connessione ha lo sport e la politica indipendentista? Per chiunque subisce situazioni di ingiustizia da parte dello stato italiano, per chi conosce le motivazioni storiche sociali ed economiche, è costretto a questa scelta.

Gli atleti che rappresentano l’Italia negli sport di squadra, come in quelli individualistici, indossano la maglia azzurra in omaggio alla dinastia dei Savoia; stirpe che ha portato all’oppressione dei popoli italiani, iniziata con l’invasione senza dichiarazione di guerra di tutti gli stati preunitari; i savoiardi hanno regnato 85 anni conducendo l’Italia in quasi 20 guerre, tutte iniziate dal Regno d’Italia e tutte imperialiste. Guerre queste hanno portato a morire sui vari fronti, centinaia di migliaia di giovani duosiciliani, di cui 500.000 nella prima guerra mondiale. Generazioni di giovani che non hanno potuto contribuire allo sviluppo della loro terra perché morti in conflitti che non interessavano il loro suolo natale. Ai Savoia va anche la responsabilità dell’uccisione di migliaia di lavoratori in tutta Italia ed in particolare in Sicilia e nelle province Napolitane. La vile fuga del settembre 1943 lasciava le forze armate allo sbando, in balia degli ex alleati tedeschi. La lista delle malefatte dei Savoia non finisce qui; ma bastano già quelle elencate per capire che chiunque abbia un po’ di coscienza non può tifare per atleti che indossano il colore azzurro dei Savoia. Anche se cambiasse il colore delle rappresentative sportive italiane e si adottassero i colori della bandiera; l’indipendentista e chiunque abbia preso coscienza, comunque non potrebbe tifare Italia, visto che nel tricolore italiano ci sono i colori dell’oppressione. Il rosso rappresenta il sangue duosiciliano versato a fiumi tra genocidi subiti e carne da macello nelle guerre imperialiste italiane. Il bianco ovvero la fame e la carestia a cui sono soggette le popolazione dell’ex Regno delle Due Sicilie dal 1861. Il verde ovvero lo stare sempre in miseria, ma anche il colore della massoneria che questo regime ha voluto e tuttora appoggia.

Non si può tifare le rappresentative italiane le cui eventuali vittorie sarebbero strumentalizzate dal regime italiano con la sua propaganda di tipo neonazista, fatta di tricolori e inno di Mameli, come la cerimonia del 10 luglio 2006 a Roma. Tutti simboli dell’ideologia risorgimentale che ha rappresentato per il popolo duosiciliano quello che è stato il nazismo per gli ebrei; la più barbara dominazione in migliaia di anni di plurimillenaria storia. Infatti il genocidio dei Napolitani tra il 1860 e il 1872 ha causato un milione di morti su nove milioni di abitanti, emigrazione biblica ( ci sono oggi per il mondo il doppio di napolitani e siciliani rispetto a quelli presenti nelle rispettive terre), saccheggio di tutte le nostre risorse ( iniziato nel 1860 continua tutt’oggi), complicità con organizzazioni criminali ed appoggio affinché queste possano controllare il territorio duosiciliano e renderlo meno sicuro per il mantenimento della dominazione italiana, megatruffa con la cassa del mezzogiorno (500.000 miliardi che solo per finta hanno finanziato lo sviluppo del Sud, in realtà la quasi totalità è servita per finanziare i grandi gruppi del nord), distruzione della nostra onorabilità (dal 1860 siamo stati oggetto di una propaganda razzista e mendace allo scopo di farci passare come criminali, incivili, fannulloni, di razza inferiore in tutti i sensi), infine e non ultima la falsa emergenza rifiuti studiata a tavolino per poter attuare sporchi affari e continuare a smaltire illegalmente i rifiuti tossici del nord nella nostra bella Campania, distruggendone l’immagine turistica ed economica eco-compatibile che in Campania si sta sviluppando oltre a reiterare con morte lenta per tumore il genocidio dei Napolitani campani.

Il sostegno alle rappresentative sportive italiane non va dato neanche se negli sport di squadra gli atleti delle Due Sicilie fossero la maggioranza, ed anche negli sport individuali. Una volta criticavo che la nazionale di calcio italiana tra i mondiali del 1934 e quelli del 1998 aveva chiamato in totale solo 20 duosiciliani su oltre 200 giocatori convocati, ovvero meno del 10% pur rappresentando le Due Sicilie un terzo del territorio dello stato italiano. Oggi la percentuale di duosiciliani nella nazionale di calcio è aumentata. Guardandoci intorno, vediamo che la Francia ha vinto un mondiale con una formazione composta quasi interamente da atleti provenienti dalle ex colonie, negli anni ottanta Gullit proveniente dalla Gujana Olandese, capitano dell’Olanda,con lui giocavano altri atleti di colore, l’Inghilterra è piena di giocatori neri. Dal momento che le maggiori nazionali europee danno spazio ad atleti, anche negri, provenienti da colonie o ex colonie anche l’Italia pur con ritardo, da spazio ad atleti terroni della sua colonia: “Terronia”.

Tifare le rappresentative italiane perché ci sono duosiciliani a rappresentare l’Italia significa fare il gioco di chi ci vuole ancora oppressi, l’eventuale vittoria di atleti duosiciliani con i colori azzurri italiani, ci indurrebbe a sventolare il tricolore nemico e suonare l’inno dell’oppressione di Mameli. Tutti simboli che rappresentano lo stato italiano nemico che dal 1860 ha commesso atti criminali, degni dei peggiori regimi di tutti i tempi, contro le popolazioni duosiciliane.

Purtroppo è triste che nei grandi eventi sportivi internazionali non abbiamo una nazionale duosiciliana per cui tifare. Essendo dei popoli oppressi non ne abbiamo diritto, ed in queste occasioni possiamo solo prenderne atto e renderci conto che solo gli altri possono partecipare a queste feste sportive, mentre noi siamo in lutto per la nostra triste condizione.

Abbiamo ampiamente sperimentato e subito l’empio regime italiano fondato su crimini contro il diritto internazionale, crimini contro l’umanità, in violazione ai diritti dell’uomo, basato sull’imbroglio e la sopraffazione, allora è giusto e sacrosanto per le leggi morali e davanti a Dio che gli uomini e le donne che ne hanno la capacità ed il raziocinio hanno il diritto ed il dovere di reagire per i popoli Napolitano e Siciliano ai quali rispettivamente appartengono per far nascere nelle loro patrie Napolitana e Siciliana ovvero le Due Sicilie uno stato federale, plurimo al suo interno ed unico verso l’esterno, nel quale la libertà individuale e quella della propria nazione a fare le scelte più giuste sia garantita, dove sia garantito il diritto di autodeterminazione dall’individuo passando per la famiglia, la comunità locale fino alla nazione, dove ci sia giustizia ed equità per tutti, dove sia un sacrosanto diritto avere governanti saggi che abbiano il dovere di governare per l’esclusivo interesse della nazione e delle Due Sicilie. Per fare tutto ciò è necessario ripristinare gli antichi confini duosiciliani, attuare e proclamare l’Indipendenza.”

Joseph Epomeo

Io non tifo Italiaultima modifica: 2008-06-09T00:05:00+02:00da josephepomeo
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15 pensieri su “Io non tifo Italia

  1. Sei davvero un poveraccio, un coglione integrale. Fai paragoni assurdi col passato, tratti la storia come una fiction di serie C2…mescoli le carte in modo disonesto e approssimativo, falsifichi e storpi lo storpiabile. Le tue interpretazioni sono da delirio, nemmeno un deficiente potrebbe appoggiare il mare di cazzate che scrivi.
    Hai dei seri problemi : risolvili, disadattato ignorante e fanatico.Se Napoli fa schifo lo deve alla Camorra, allo stato assente , ai troppi napoletani anarchici e fanfaroni e a gente penosa come te. E’ inutile dare le colpe al passato : sono passati più di 100 anni e ancora il Sud fa pena. Troppo comodo scaricare tutto al passato : siete tutti colpevoli !
    Fatti una vacanza nei paesi civili, dove il senso civico medio è infinitamente superiore al vostro : impareresti qualcosa, idiota !

  2. Gente come colui che ha scritto quel commento, meriterebbe d’essere interdetto dal calcare il nostro suolo.
    Questa gente ci invade con i loro prodotti industriali, alimentari ecc. Poi viene a fare le vacanze da noi e ci critica (li ho sentiti io sotto l’ombrellone! Meriterebbero di essere cacciati a calci nel culo). Altro che i Rom (che rispetto se si ben comportano).
    Sono cafoni arricchiti, miserabili nel sangue, arroganti e presuntuosi. Non fanno il minimo sforzo per capire quel che è successo. Mi fanno schifo! Se poi chi l’ha scritto è anche un napolitano, me ne fa ancor di più.
    Quanto a tifare Italia, istintivamente non l’ho mai fatto. Quando si giocano i mondiali o gli Europei o le Olimpiadi, la mia attenzione è per le squadre e gli atleti mediterranei e mediorientali, a cui mi sento molto più affine.
    Nei campionati italiani tifo Foggia e tutte le squadre del Sud.
    Odio il campanilismo inter-napolitano. Mi dispiace x la retrocessione dell’Avellino, nonostante l’anno scorso ci hanno fregato la serie B, mi dispisce x le mancate promozioni di Taranto e Pescara e sono contento x la Salernitana in B. Giusto per citare quelle squadre verso le quali si concentra la rivalità campanilistica foggiana.
    Assabenedica,
    Giovanni
    Giovanni

  3. Da anni non tifo Italia, così come da anni sono consapevole che l’unica soluzione per il Sud è la sua indipendenza dallo stato tosco-padano.
    Per quanto possa apparire “eccentrico”, ritengo che avremo fatto un passo fondamentale verso l’indipendenza quando e se avremo una Nazionazione delle Due Sicilie, come avviene in Scozia.
    Riguardo all’autore del primo commento suggerisco una querela per ingiuria: la polizia postale ha certamente gli strumenti per idividuarlo.

  4. Già da secoli, un popolo oppresso non si sarebbe mai sognato di sventolare il vessillo dell’oppressore ne tantomeno canticchiare l’inno della nazione dominatrice; per esempio, nel Lombardo-Veneto le cerimonie austriache venivano semplicemente disertate dal popolino o da certe autorità proprio per non canticchiare l’inno dell’oppressore o non prendere parte allo sventolio delle bandiere austroungariche.
    Non ci sarebbe serietà da parte nostra e dei duosiciliani o di chi sente di appartenere alla amata terra di Napoli e Sicilia se da una parte aspira all’indipendenza dall’oppressivo stato italiano e poi non disdegna di sventolare i vessilli tricolori.
    Se potrebbe essere presente ad una tale competizione sportiva e di manifestazione nazionalistica una squadra duosiciliana oppure due squadre che rappresentino la Napolitania e l’altra la Sicilia, sarei orgoglioso di sventolare la mia bandiera che mi rappresenta. Questo è patriottismo, è sostegno alla causa della libertà della nostra nazione; non dimentichiamolo che anche dalle piccole cose nascono le basi per grandi sogni.
    Antonio Iannaccone

  5. Sono l’autore del primo commento : CHIEDO SCUSA. Rileggendomi mi sono reso conto di avEre esagerato e di essermi lasciato trasportare dall’indignazione…solo che mi fa troppo incazzare vedere gente che l’unico modo che ha per risolvere i propri problemi è quello di mistificare la storia e di accusare ( in modo anche grave e offensivo ) altre realtà, ritenute le sole responabili per certe attuali condizioni del Sud, addirittura risalendo indietro di qualche secolo : MA IN QUESTI CENTO E PASSA ANNI CHE SI E’ FATTO ? NON SI E’ TUTTI RESPONSABILI ? Se si dà sempre la colpa agli altri non cambierà mai nulla….E poi ? perchè certe cose accadono da certe parti ma non altrove ? Perchè in Svezia il cittadino medio ha più senso civico del cittadino medio mediterraneo ?

    Bisogna cambiare la cultura ! RADICALMENTE !

  6. Rispondo all’autore del primo commento che poi si scusa e si chiede perchè certe cose succedono in certi posti e non in altri. La storia è la storia e certe cose accadono proprio dove c’è stata la sopraffazione di un popolo. Napoli al momento dell’invasione piemontese era la terza città d’europa mentre il piemonte era uno staterello di morti di fame pieno di debiti. In svezia il cittadino medio ha più senso civico semplicemente perchè li non è mai stata distrutta la coscienza nazionale, e perchè il popolo è sovrano.Come puoi pensare che nasca il senso civico dopo che si è stati derubati di ogni cosa?

  7. Signori,

    fareste bene a ripassare la storia, a cominciare da Epomeo.
    1) dite che i duo siciliani hanno avuto 500.000 morti nella
    grande guerra? io so solo che l’italia intera ne ha avuti
    600,000. Hanno disertato tutti gli alpini?
    2) un milione i morti a causa del brigantaggio? ma va la’!!!
    l’oppressione sabauda ha si’ portato lutti nel sud
    (Bronte,pontelandolfo ecc…) ma non esageriamo con le
    cifre senno’ continuiamo a pensare di voi che siete dei
    piagnoni.
    3) dite che lo stato italiano vi ha trattato come i nazisti
    trattarono gli ebrei? dove sono i 6 milioni di morti?
    4) parlate di emigrazione biblica dopo l’unita’ d’italia?
    subito dopo l’unita’ emigrarono in massa i contadini del
    nord, colpiti dalla crisi agraria derivante dalla
    meccanizzazione dell’agricoltura. Andarono in brasile e
    argentina, poi in america dove vennero considerati
    come bianchi molto adatti alla colonizzazione di nuove
    terre e pertanto non furono discriminati, come invece
    furono qualche anno dopo i meridionali che emigrarono a
    broccolino: chissa’ come mai!!.
    5) cassa del mezzogiorno: i soldi sono stati pagati da
    quegli ingenui del nord che pensavano sarebbero serviti.
    Oltre ai soldi quegli ingenui del nord permisero a molti
    meridionali di trovare un lavoro (pubblico) al nord che
    mai avrebbero trovato al sud. In cambio cosa ebbero?
    delinquenza e soprattutto essi non furono capaci di
    fronteggiare quella mentalita’ levantina ed irrispettosa
    delle regole che ormai anche al nord si e’ ampiamente
    diffusa. Tanto che molti in lombardia si chiedono a cosa
    e’ servito cacciare gli austriaci nel 1848….ah
    se quei patrioti di allora avessero potuto sapere in
    anticipo che cosa avrebbe comportanto quella
    cacciata…

    Enrico

  8. 1) Gli alpini non erano più di 10mila e il resto dei nordisti(salvando la faccia di qualcuno) faceva il sostenitore e collaborava dalla propria casa con lafascia sul braccio.
    2)non solo un milione di morti ma più di 50 paesi rasi al suolo, campi distrutti, bestiame razziato, contadini uccisi insieme a donne, religiosi e bambini, teste mozzate e messe in mostra in pubblica piazza, ecc.
    3)gli ebrei non hanno mai avuto 6 miloni di morti ma forse la metà e fu tutto fatto montare al doppio per sbrigare la faccenda Israele. Comunque il trattamento riservato ai napoletani dai sabaudi non è stato differente da quello usato dai nazisti, anzi probabilmente questi ultimi hanno copiato dai piemontesi, vedi Fenestrelle con i soldati sciolti nella calce viva, le deportazioni di decine di migliaia di soldati napoletani che non vollero giurare a vittorio emanuele e si pensò pure di mandare queste ‘bestie’ nei bagni penali dl sudamerica.
    4)Dal nord si emigrava già prima del ’60, vedi che garibaldi incontrò Meucci in america, e per lo più andavano in sudamerica. Dal SUD si incominciò ad emigrare dopo il ’70 con la fine del ‘brigantaggio’ e quando arrivavano negli States avevano un trattamento diverso rispetto a quelli del nord perchè venivano sbarcati sul molo degli schivi in quanto era stato definito che gli italiani del Sud erano diversi da quelli del nord, ma perchè non parli dele figuracce che fecero quelli del nord quando si arruolarono nell’esercito nordamericano e che al primo attacco scapparono e furono trattati con disprezzo dagli americani del nord al contrario di come si fecero onore i napolitani che si arruolarono nell’esercito di Lee?
    5)cassa del mezzogiorno? della mezzanotte vorrai dire, sì perchè i soldi arrivavano a mezzogiorno ma a mezzanotte stavano gia al nord, e sì fu una bella trovata dei nordisti quella dell’invenzione di questa cassa, ma poi hanno saputo fare meglio con i fondi europei. Vogliamo parlare invece di quante migliaia di miliardi di lire ha succhiato la fiat, o di come è nato il triangolo industriale grazie ai dollari che gli emigranti napolitani inviavano in Italia alle famiglie grazie al Banco di Napoli che allora era l’unica banca che si porteva permettere di stampare cartamoneta?
    e se il Sud era così malandato come si vuol far credere perchè è stato conquistato a tutti i costi?
    Un ultima cosa, aisoldati napoletani dopo averli uccisi i piemontesi gli strappavano i bottoni delle giubbe,…….erano d’argento.
    statte bbuono

  9. Antonio,

    bisognerebbe dimostrare cio’ lei dice.
    Le % di combattenti tra centro nord e sud ricalcavano piu’ o meno quelle della popolazione italiana di allora.Altro che 10.000 alpini!! Se poi si considerassero le medaglie al valore tra gli arditi italiani della grande guerra vedra’ che furono i sardi, i piemontesi e lombardi, oltre a laziali e napoletani a prevalere e quindi ci fu equilibrio.
    Il milione di morti del brigantaggio e’ falso, furono molti di meno e la storia dei reggimenti nordisti nell’esercito dell’unione che scapparono me lo dovrebbe dimostrare con delle fonti verificabili.
    Non le conviene metterla sulla contrapposizione nord sud perche’ ha tutto da perdere:
    1) ripeto:se le autorita’ americane ed australiane favorivano l’immigrazione dei bianchi del nord italia piuttosto che quella dei mezzo-bianchi del sud italia ci sara ‘ stato un motivo, o no? e non credo sia stata solo una questione di razza in senso fisico.
    2)nella seconda guerra mondiale i nostri alpini in russia si facevano massacrare quando nello stesso momento i vostri soldati si arrendevano in massa agli americani al sole di sicilia, mentre qualche anno prima si arrendevano in massa agli inglesi in nord africa.
    3)la FIAT e’ stata finanziata dallo stato? certo che si’, doveva assumere migliaia di meridionali…
    4) La casa del mezzogiorno? la storiella che racconta lei l’ho gia’sentita ma non nei termini che descrive lei.Io so solo che sono andati giu’ miliardi e miliardi di vecchie lire, si legga qualsiasi commento su wikipedia o qualche libro..poi certo ci sono stati scandali di imprese del nord che aprivano per avere i contributi e poi chiudevano subito ma erano eccezioni.
    5) il triangolo industriale l’hanno fatto i napoletani? qui si sta proprio superando. Certo lei avanza ipotesi SUGGESTIVE che pero’ non credo facciano bene alla vostra causa, che peraltro io sottoscrivo.
    6) perche se il sud era cosi ‘ povero fu conquistato?
    la massa delle persone del nord e molti della classe dirigente al nord, lo stesso cavour non volevano l’annessione che invece e’ stata voluta dalla massoneria e dall’inghilterra, che allora voleva la creazione di uno stato nazionale nel mediterraneo per contrastare la francia, sua nemica.
    Poi purtroppo la situazione e’ sfuggita di mano ed e’ andata come tutti sappiamo, con quel avventuriero traditore di garibaldi che seppe ingannare il popolo del sud e non fece l’interesse delle genti del nord.
    Comunque, invece di cercare contrapposizione con noi, cercate di educare i milioni di vostri concittadini che vivono nello scarso rispetto delle regole del vivere civile e nell’ignavia piu’ assoluta.Pochi galantuomini ed idealisti sinceri come voi siete (anche se maldestramente informati), non bastano purtroppo a riscattare un intero popolo.

    saluti
    Enrico

  10. caro enrico,
    bisognerebbe che anche lei dimostrasse ciò che dice, non le pare?
    io non cerco contrapposizioni, è stato lei che ha iniziato a dire cose che si dicono o che magari hanno scritto pennivendoli di regime e che ha riportato in buona fede.
    le dico soltanto che si contraddice tra il punto 3 e il punto 5.
    su garibaldi le posso dire che non fu tanto un traditore, quanto un inviato di comodo della massoneria per eleggerlo a figura eroica di una italia unita.
    sullo scarso senso civico delle nostre genti ci deve scusare, stiamo imparando, ma ci furono chiuse le scuole e bloccate ogni sbocco studentesco e imprenditoriale per favorire il nord(il primo ingegnere nordico si laureò a milano nel 1863 dopo che chiusero le università al sud dove già da decenni si sfornavano laureati) e adesso le dò una lista che potrà consultare a tempo debito(spero che riesca ad arrivare fino in fondo, mi scuso ma è stato lei che mi ha chiesto le fonti):

    ACTON Harold – Gli ultimi Borbone di Napoli
    Aldo Martello – Milano, 1973
    ALIANELLO Carlo – La conquista del sud
    Rusconi – Milano, 1972
    ANNUARIO ECONOMICO STATISTICO DELL’ITALIA
    PER L’ANNO 1853
    Società editrice della biblioteca dei comuni italiani – Torino
    ANNUARIO STATISTICO ITALIANO – ANNO 1° 1857-58
    Tipografia letteraria – Torino, 1858
    ANNUARIO STATISTICO ITALIANO
    Per cura di Cesare Correnti e Pietro Maestri – Torino, 1864
    ANONIMO – Sul brigantaggio. Note di un ufficiale italiano
    Rivista contemporanea – XXIX – Torino, 1862 ***
    ALIBERTI Giovanni – La questione meridionale
    Minerva Italica – Bergamo, 1975
    AMANTE Bruto – Fra Diavolo e il suo tempo 1796-1806
    Attività bibliografica editoriale – Napoli, 1974
    ANNALI DI AGRICOLTURA, INDUSTRIA E COMMERCIO 1864
    Tipografia Enrico Dalmazzo – Torino, 1864
    ANNALI DEL MINISTERO DI AGRICOLTURA, INDUSTRIA
    E COMMERCIO 1870
    Tipografia Giacchetti, figlio & C. – Prato, 1870
    ANNESI Massimo – Aspetti giuridici della disciplina degli interventi nel mezzogiorno
    Giuffré Editore – Roma, 1966
    ANNUARIO STATISTICO ITALIANO ANNI 1878, 1881, 1900
    Ministero dell’Interno – Direzione generale di Statistica – Roma
    ANNUARIO STATISTICO ITALIANO ANN0 1911
    Direzione generale della Statistica e del Lavoro – Roma, 1912
    ANNUARIO STATISTICO ITALIANO ANNI 1922-1925
    Istituto centrale di Statistica – Roma, 1926
    ANNUARIO STATISTICO ITALIANO 1944-48
    Istituto centrale di Statistica – Roma
    ANNUARIO STATISTICO ITALIANO ANNI 1968-1990
    Istituto centrale di Statistica – Roma
    BANDI Giuseppe – I Mille
    Biblioteca Universale Rizzoli – Milano, 1960
    BARBAGALLO Corrado – Storia Universale
    UTET – Torino, 1957
    BATTAGLINI Mario (a cura) – Preludio al ‘48
    Editrice Historica – Roma, 1969
    BELLAZZI Federico – Prigioni e Prigionieri del Regno d’Italia
    Firenze, 1866 ***
    BENDISCIOLI Mario e GALLIA Adriano
    Documenti di storia contemporanea 1815-1970
    Mursia – Milano, 1970
    BERTI Domenico– Scritti vari
    L. Roux & C. Editori – Torino Roma, 1892
    BERTOLETTI Cesare – Il Risorgimento visto dall’altra sponda
    Arturo Berisio Editore – Napoli, 1967
    BOCHACA Joaquìn – La finanza e il potere
    Edizioni di Ar – Vibo Valentia, 1982
    BOGGE Alfonso e SIBONA Modesto
    La vendita dell’asse ecclesiastico in Piemonte dal 1867 al 1916
    Banca Commerciale Italiana – Milano, 1987
    BOGGIO Pier Carlo – Storia politico militare della guerra
    dell’indipendenza italiana 1859-1860
    Sebastiano Franco – Torino, 1860
    BOVI Giovanni – Leopoldo di Borbone
    Arti grafiche Augusto Velardi – Napoli, 1981
    BURCKHARDT Jakob – Riflessioni sulla storia universale
    Biblioteca Universale Rizzoli – Milano, 1966
    BUSINO Giovanni – L’Italia di Vilfredo Pareto
    Economia e società in un carteggio del 1873 – 1923
    Banca Commerciale Italiana – Milano, 1989
    BUTTA’ Giuseppe – Un viaggio da Boccadifalco a Gaeta
    Arturo Berisio editore – Napoli, 1966
    CALLEGARI Ettore – Preponderanze straniere
    Vallardi – Milano, 1895
    CANDELORO Giorgio – Storia dell’Italia moderna
    Volume II Dalla restaurazione alla rivoluzione nazionale
    Feltrinelli – Milano, 1958
    CANDELORO Giorgio – Storia dell’Italia moderna
    Volume III La rivoluzione nazionale
    Feltrinelli – Milano, 1960
    CANDELORO Giorgio – Storia dell’Italia moderna
    Volume IV Dalla rivoluzione nazionale all’unità
    Feltrinelli – Milano, 1964
    CAO PINNA Vera (a cura) – Le regioni del mezzogiorno
    Il Mulino – Bologna, 1979
    CAPECELATRO GAUDIOSO Domenico
    1860 Crollo di Napoli capitale
    Edizioni dell’Ateneo – Roma, 1972
    CAPECELATRO GAUDIOSO Domenico
    Reazione a Napoli dopo l’unità
    Edizioni del Delfino – Napoli
    CAPECELATRO Edmondo M. e CARLO Antonio
    Contro la “questione meridionale”
    Savelli – Roma, 1975
    CARDINALI Emidio– I briganti e la corte pontificia
    Arturo Berisio Editore – Napoli, 1971
    CAROCCI Giampiero – Vittorio Emanuele II – Il re, l’uomo, l’epoca
    Mursia – Milano, 1992 ***
    CASTRONUOVO Valerio – La stampa italiana dall’unità al fascismo
    Laterza – Roma Bari, 1976
    CAVA Tommaso – Difesa nazionale napolitana – Napoli, 1863
    Ristampa anastatica – Forni – Bologna, 1966
    CERCOLA Raffaele – L’intervento esterno nello sviluppo industriale del mezzogiorno
    Guida Editori – Napoli, 1984
    CHIOCCI Francobaldo– La “soluzione finale” dei piemontesi
    Il Giornale – 12 Settembre 2000
    CILIBRIZZI Saverio– Il pensiero, l’azione e il martirio della
    Città di Napoli nel risorgimento italiano e nelle due guerre mondiali
    Conte Editore – Napoli, 1961
    CIUNI Roberto – Sicilia 1860 la mafia inventata dai piemontesi
    Settimanale Panorama del 7 agosto 1997
    COLLETTA Pietro– Storia del reame di Napoli dal 1734 al 1825
    Rizzoli – Milano, 1967
    COMPAGNA Francesco – La questione meridionale
    Edizioni Osanna – Venosa, 1992
    CONFALONIERI Antonio – Banca e Industria in Italia
    Dalla crisi del 1907 all’agosto del 1914
    Banca Commerciale Italiana – Milano, 1982
    COPPINI Romano Paolo – Il Piemonte sabaudo e l’unificazione
    In Storia d’Italia a cura di Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto
    Volume I – Le premesse dell’unità, dalla fine del settecento al 1861
    Laterza – Roma Bari, 1994
    CORBINO Epicarmo – L’Economia Italiana dal 1860 al 1960
    Zanichelli editore – Bologna, 1962
    CORTESE Nino – Le Costituzioni italiane del 1848-49
    Libreria scientifica Editrice – Napoli, 1945
    COSTA CARDOL Mario – Venga a Napoli, signor conte
    Mursia – Milano, 1986
    CROCE Benedetto – Storia del Regno di Napoli
    Laterza – Bari, 1925 – 1967
    CUOCO Vincenzo
    Saggio storico sulla rivoluzione napoletana del 1799
    Universale Laterza – Roma Bari, 1980
    DA MOLIN Giovanna – Nati e abbandonati
    Cacucci Editore – Bari, 1993
    DA MOLIN Giovanna – La famiglia nel passato
    Cacucci Editore – Bari, 1990
    D’ASCOLI Francesco – La storia di Napoli giorno per giorno
    Dal 7.9.1860 al 24.5.1915
    Luigi Regina – Napoli, 1972
    DAVIS John
    Società e imprenditori nel regno borbonico 1815/1860
    Laterza – Roma Bari, 1979
    D’AZEGLIO Massimo – I miei ricordi
    G. Barbera editore – Firenze, 1910
    DE CESARE Raffaele– La fine di un regno
    Longanesi – Milano, 1969
    DE JACO Aldo (a cura) – Il brigantaggio meridionale
    Editori Riuniti – Roma, 1969
    DE FRANCESCO Antonino – Ideologie e movimenti politici
    In Storia d’Italia a cura di Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto
    Volume I – Le premesse dell’unità, dalla fine del settecento al 1861
    Laterza, Roma Bari, 1994
    DEMARCO Domenico – La statistica del regno di Napoli nel 1811
    Accademia nazionale dei Lincei – Roma, 1988
    DE MARCO Carmine – Revisione della storia dell’unità d’Italia
    Non pubblicato – Bari, 2003
    DE MARCO Carmine – Unità d’Italia: la conquista, l’asservimento, la colonizzazione, lo sfruttamento ed il finto risarcimento.
    Grafico per grafico
    Non pubblicato – Napoli, 1979
    DE MATTEI Rodolfo – Il problema della democrazia dopo l’unità
    Istituto nazionale fascista di cultura – Roma, 1934
    DE ROSA Luigi – Il Banco di Napoli nella vita economica nazionale
    L’arte tipografica – Napoli, 1994
    DE SIVO Giacinto – I Napolitani al cospetto delle nazioni civili
    Ristampa anastatica dell’edizione originale anonima
    Forni – Bologna, 1965
    DE SOPO Giuseppe – Le monete di Napoli
    Luigi Regina Editore – Napoli, 1971
    DE TIBERIIS Giuseppe – Le ragioni del Sud
    Edizioni Scientifiche Italiane – Napoli, 1969 ***
    DE WITT Angiolo – Storia politico militare del brigantaggio nelle
    province meridionali d’Italia
    (Prima Edizione 1884) Forni – Bologna, 1984 ***
    D’IDEVILLE Henry – Il Re, il Conte e la Rosina
    TEA – Milano, 1996
    DIZIONARIO ENCICLOPEDICO
    UTET – Torino
    ENCICLOPEDIA DEL CENTENARIO
    Tipografia Gennaro D’Agostino – Napoli, 1960
    FERRARA Bruno – Nord Sud interdipendenza di due economie
    Franco Angeli editore – Milano, 1976
    FERRARI Giuseppe – Scritti politici
    Einaudi – Torino, 1977
    FIELDHOUSE David K. – L’età dell’imperialismo 1830-1914
    Laterza – Roma Bari, 1975
    FILIPPUZZI Angelo – La pace di Milano
    Edizioni dell’Ateneo – Roma, 1955
    FINI Massimo – Il denaro “Sterco del demonio”
    Marsilio – Venezia – 1998
    FIORINI Vittorio (a cura)
    Gli scritti di Carlo Alberto sul moto piemontese del 1821
    Società editrice Dante Alighieri – Roma, 1900
    FORTUNATO Giustino – Le due Italie
    Argo – Lecce, 1994
    FRUMENTO Armando – Le Repubbliche Cisalpina e Italiana
    Banca Commerciale Italiana – Milano, 1985
    FURET François – Critica della Rivoluzione Francese
    Laterza – Bari, 1998
    GALASSO Giuseppe – Economia e società nella Calabria del ‘500
    Feltrinelli – Milano, 1980
    GARIBALDI Giuseppe – La vita di Anita e Giuseppe Garibaldi
    Alberto Peruzzo Editore – Sesto S. Giovanni, 1985
    GARNIER Carlo – Giornale dell’assedio di Gaeta
    Luigi Regina – Napoli, 1871
    GERVASI G. – Sulle prigioni di Napoli
    Napoli, 1869 ***
    GHEZZI Guido – Saggio storico sull’attività politica di Liborio Romano
    Felice Le Monnier – Firenze, 1936
    GHIRELLI Antonio – Storia di Napoli
    Einaudi – Torino, 1973
    GIANANI Felice – I comuni
    Vallardi – Milano, 1895
    GIORNALE DELL’INTENDENZA DI TERRA DI BARI ANNO 1852
    T. Pansini – Bari, 1852
    GIUDICI Paolo – Storia d’Italia
    Casa editrice G. Nerbini – Firenze, 1940
    GOTTA Salvator– Ottocento
    Mondadori – Milano, 1949
    GUERRI Giordano Bruno – Antistoria degli italiani
    Mondadori – Milano, 1997
    GUERZONI Giuseppe – Bixio
    G. Barbera – Firenze, 1926
    HERRE Franz – Napoleone III
    Mondadori – Milano, 1994
    I GIORNI DELLA STORIA D’ITALIA DAL RISORGIMENTO AD OGGI
    De Agostini – Novara, 1997
    IL SUD E LO STATO SABAUDO NEGLI ANNI DELL’UNITÀ D’ITALIA
    Edizioni P3 – Milano
    IL VENTRE DI MILANO
    Aliprandi – Milano, 1888
    IZZO Fulvio – I lager dei Savoia. Storia infame del Risorgimento
    nei campi di concentramento per meridionali.
    Controcorrente – Napoli, 1999
    JAEGER Pier Giusto – Francesco II di Borbone
    Mondadori – Milano, 1982
    JEULAND MEYNAUD Maryse – La ville de Naples après l’annexion
    Editions del l’Université de Provence – 1973
    LA CECILIA Giovanni – Storie segrete delle famiglie reali
    Cecchi e Armanino – Genova, 1861
    LA GUERRA D’ITALIA ossia i fatti storici dal 1815 al 1859
    Felice Perrucchetti – Napoli
    LEGISLAZIONE PER IL MEZZOGIORNO 1861-1957
    Svimez – Giuffré editore – Roma, 1957
    LEMMI Francesco – La politica estera di Carlo Alberto
    Felice Le Monnier – Firenze, 1928
    LEVI SANDRI Lionello – Il giallo della Regìa
    Armando – Roma, 1983 ***
    LOEVINSON Ermanno
    Giuseppe Garibaldi e la sua legione nello stato romano
    Società editrice Dante Alighieri – Roma Milano, 1907
    LOTTMAN Herbert R. – I Rothschild
    Arnoldo Mondadori – Milano, 1995
    LUZIO Alessandro– Aspromonte e Mentana – Documenti inediti
    Felice Le Monnier – Firenze, 1935
    LUZIO Alessandro– Garibaldi, Cavour, Verdi
    Torino, 1924 ***
    MACK SMITH Denis – Mazzini
    RCS Rizzoli Libri – Milano, 1993
    MACK SMITH Denis – I Savoia re d’Italia
    Biblioteca Universale Rizzoli – Milano, 2000
    MACK SMITH Denis – Vittorio Emanuele II
    Laterza – Bari, 1972
    MACK SMITH Denis – Storia d’Italia dal 1861 al 1958
    Con documenti e testimonianze
    Edizioni Labor – Milano, 1967
    MANGONE Angelo – L’industria del regno di Napoli 1859-60
    Fausto Fiorentino – Napoli, 1976
    MARGOLFO Carlo – Mi toccò in sorte il numero 15. Episodi della vita militare del bersagliere Margolfo Carlo
    Edizione a cura del Comune e della Pro Loco – Delebio, 1992 ***
    MARTUCCI Roberto – L’invenzione dell’Italia unita
    Sansoni – Milano, 1999
    MASSARA Massimo – Storia d’Italia in date
    Teti editore – Milano, 1973
    MASSARI Giuseppe – Diario 1858-60 sull’azione politica di Cavour – Cappelli – Bologna, 1931
    MASSARI Giuseppe – La vita e il regno di Vittorio Emanuele II di Savoia Fratelli Treves editori – Milano, 1880
    MAURIELLO Aldo – Origini e storia delle Casse Postali di Risparmio
    Laurenziana – Napoli, 1980
    MELEGARI Carlo – Briganti, arrendetevi!
    Ricordi di un antico bersagliere
    Edizioni Osanna – Venosa, 1996
    MERIGGI Marco – Società, istituzioni e ceti dirigenti
    In Storia d’Italia a cura di Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto
    Volume I – Le premesse dell’unità, dalla fine del settecento al 1861
    Laterza – Roma Bari, 1994
    MERLINO Francesco Saverio – Questa è l’Italia – Parigi, 1890
    Cooperativa del libro popolare – Milano, 1953
    M&B Publishing 1996
    MILANI Mino – Garibaldi e i Mille
    Comune di Napoli, 1960
    MOLA Aldo Alessandro – Storia della Massoneria italiana
    dall’Unità alla Repubblica – Bompiani – Milano, 1976
    MOLFESE Franco – Storia del brigantaggio dopo l’unità
    Feltrinelli – Milano, 1964
    MONNIER Marco – Notizie storiche documentate sul brigantaggio
    nelle provincie napoletane
    Arturo Berisio Editore – Napoli, 1965
    MONTANELLI Indro – L’Italia del Risorgimento
    Biblioteca Universale Rizzoli – Milano, 1999
    MUNDY George Rodney – La fine delle Due Sicilie
    e la marina britannica
    Arturo Berisio Editore – Napoli, 1966
    NARDELLA Tommaso – Marco Centola
    e lo sbarco garibaldino a Melito
    Fausto Fiorentino Editore – Napoli, 1969
    NISCO Niccola – Storia del reame di Napoli dal 1824 al 1860
    Lanciano e Veraldi – Napoli, 1908
    NITTI Francesco Saverio
    Il Bilancio dello Stato dal 1862 al 1896-97 – Nord e Sud
    Laterza – Bari, 1958
    ORSI Pietro – Signorie e principati
    Vallardi – Milano, 1895
    OXILIA G. – I figli di Carlo Alberto allo studio
    in “Nuova Antologia”, Agosto 1907 ***
    PALADINO Giuseppe – Il processo per la setta “l’unità italiana”
    Felice Le Monnier – Firenze, 1928
    PALMER Alan – Francesco Giuseppe
    Mondadori – Milano, 1997
    PASSAMONTI Eugenio
    Nuova Luce sui processi del 1833 in Piemonte
    Felice Le Monnier – Firenze, 1930
    PETRUCCELLI DELLA GATTINA Ferdinando
    I moribondi del palazzo Carignano
    Perelli – Milano, 1862 – Rizzoli – Milano, 1982
    PETRUCCELLI DELLA GATTINA Ferdinando
    Unione di Milano, 22 gennaio 1861 ***
    PESCOSOLIDO Guido – L’economia e la vita materiale
    In Storia d’Italia a cura di Giovanni Sabbatucci e Vittorio Vidotto
    Volume I – Le premesse dell’unità, dalla fine del settecento al 1861
    Laterza, Roma Bari, 1994
    PIERANTONI Augusto – I carbonari dello stato pontificio
    Società editrice Dante Alighieri – Roma, 1910
    PLEBANO – Storia della finanza italiana dalla costituzione
    del nuovo Regno alla fine del secolo XIX,
    Vol. I: dal 1861 al 1876 – Torino, 1899 ***
    PORCARO Giuseppe – L’apocalisse su Napoli
    Edizioni Aurea Clavis – Napoli, 1969
    PROVAGLIO Epaminonda – Vita di Garibaldi
    G. Nerbini – Firenze, 1932
    QUILICI Nello – Banca Romana
    Mondadori – Milano, 1935
    RAGIONIERI Ernesto
    Politica e amministrazione nella storia dell’Italia unita
    Editori riuniti, 1979
    REGOLAMENTO PER LA DISCIPLINA DELLE AUTORITÀ
    GIUDIZIARIE NE’ REALI DOMINJ AL DI QUA DEL FARO
    Stamperia della Pietà de’ Turchini – Napoli, 1828
    ROMANELLI Raffaele – L’Italia liberale
    Il Mulino – Bologna, 1990
    ROMANO CATANIA Giuseppe
    Studj e ricordi del risorgimento d’Italia
    Società editrice Dante Alighieri – Milano Roma Napoli, 1913
    ROMANO Sergio Storia d’Italia dal Risorgimento ai nostri giorni
    Longanesi – Milano, 1998
    ROMEO Rosario
    Breve storia della grande industria in Italia 1861/1961
    Cappelli – Bologna, 1975
    ROMEO Rosario – Cavour e il suo tempo (1810-1842)
    Laterza – Bari, 1977
    ROMEO Rosario – Cavour e il suo tempo (1842 – 1854)
    Laterza – Bari, 1984
    ROMEO Rosario – Cavour e il suo tempo (1854 – 1861)
    Laterza – Bari, 1984
    ROSSI Michele – Giustizia per Pontelandolfo “Terra di Briganti”
    De Martini – Benevento, 1974
    RUSSO Ferdinando e SERAO Ernesto – La Camorra
    Edizioni Bideri – Napoli, 1970
    SACCOMANI Romolo – Mortalità infantile e responsabilità sociale
    Edizioni di Comunità – Milano, 1962
    SCOTTI Antonio – Quando Napoli era capitale
    Tullio Pironti editore –
    SCOTTI Antonio – Napoli borbonica
    Edizioni Bideri – Napoli, 1970
    SETTEMBRINI Luigi – Lettere dall’ergastolo
    Feltrinelli – Milano, 1962
    SFORZA Giovanni – La rivoluzione del 1831 nel Ducato di Modena
    Società Editrice Dante Alighieri – Roma Milano, 1909
    SHAHAK Israel – Storia ebraica e giudaismo
    Centro Librario Sodalitium – Torino, 1997
    SPELLANZON Cesare – Storia del risorgimento e dell’unità d’Italia
    Rizzoli – Milano, 1933
    STATISTICHE SUL MEZZOGIORNO D’ITALIA 1861-1953
    Svimez – Roma, 1954
    STEFANELLI Renzo (a cura) – Bancari e banchieri
    De Donato – Bari, 1976
    STORIA DI NAPOLI
    Società Editrice Storia di Napoli – Napoli, 1975
    STORIA DOCUMENTATA ED ILLUSTRATA DELLA GUERRA D’ITALIA TRA AUSTRIA FRANCIA E SARDEGNA
    Stamperia del Fibreno – Napoli, 1859
    TOMMASEO Nicolò – Venezia negli anni 1848 e 1849
    Felice Le Monnier – Firenze, 1950
    TRANIELLO Francesco – L’Europa e il mondo contemporaneo
    Società Editrice Internazionale – Torino, 1980
    TREVELYAN G. M. – Storia dell’Inghilterra nel secolo XIX
    Torino, 1949
    TURONE Sergio
    Politica ladra. Storia della corruzione in Italia. 1861-1992
    Laterza – Bari, 1992
    UN SECOLO DI STATISTICHE ITALIANE: NORD E SUD 1861-1961
    Svimez – Roma, 1961
    VELARDOCCHIA Antonio
    L’autonomismo dei cattolici moderati napoletani Federico Persico
    Qualecultura Jaca Book – Vibo Valentia, 1995
    VERDI Giuseppe – Autobiografia dalle lettere
    Biblioteca Universale Rizzoli – Milano, 1951
    VIANA Mario – Le bonifiche in Italia
    Laterza – Bari, 1921
    VILLARI Rosario (a cura) – Il sud nella storia d’Italia
    Laterza – Roma Bari, 1975
    VISCONTI VENOSTA Giovanni – Ricordi di gioventù
    Biblioteca Universale Rizzoli – Milano, 1959
    VITALE Silvio – Il Principe di Canosa e l’epistola contro Pietro Colletta
    Arturo Berisio Editore – Napoli, 1959
    VITALE Silvio – I Congiurati di Frisio
    Il Cerchio – Rimini, 1995
    VITALI Lamberto – Il risorgimento nella fotografia
    Einaudi – Torino, 1979
    VITERBO Michele – Il sud e l’unità
    Editori Laterza – Bari, 1966
    VOLPE Gioacchino – L’Italia che fu
    Edizioni del Borghese – Milan, 1961
    ZANOTTI BIANCO Umberto– Meridione e Meridionalisti
    Collezione Meridionale Editrice – Roma, 1964″
    Giustino Fortunato – Il Mezzogiorno e lo Stato italiano (1911); Pagine e ricordi parlamentari (1920); Carteggio (1909-1930)
    Pasquale Villari – Le Lettere Meridionali
    Guido Dorso – La Rivoluzione Meridionale
    Sonnino-Franchetti – Inchiesta Parlamentare (1875-77)
    Stefano Jacini – Agricoltura e società rurale nel Mezzogiorno agli inizi del ‘900. L’inchiesta parlamentare sulle condizioni dei contadini nelle province meridionali
    Bevilacqua – Breve storia dell’italia meridionale: dall’ottocento a oggi
    Giuseppe Galasso – Il Mezzogiorno nella storia d’Italia. Lineamenti di storia meridionale e due momenti di storia regionale, Le Monnier, Firenze, 1977
    Gaetano Salvemini – il Ministro della mala vita
    Luigi De Rosa – La Provincia Subordinata:Saggio sulla questione meridionale
    Antonio Gramsci – la questione meridionale
    A.Musi-G.Vitolo – il Mezzogiorno prima della questione meridionale (2004)
    Paquale Turiello (a cura di P. Bevilacqua) – Pasquale Turiello, Governo e governati in Italia, Einaudi, Torino, 1980.
    Alianelli Niccola “Trattato sull’enfiteusi nelle Leggi Civili” potenza 1834
    Armellini Giacinto “Le leggi protettrici dell’agricoltura considerate sotto il rapporto. Del diritto romano e delle leggi del Regno delle Due Sicilie” Teramo 1837
    Basile Antonio “Baroni contadini e Borboni in Sila” Roma 1989
    Capo Angelo “Storia di una azienda agricola dell’ottocento: la Cerro-Eliseo dei Bellelli di Paestum” Napoli 1994
    Capo Angelo “Il mezzogiorno dal feudo al latifondo” Bari 1990
    Carano don Vito Giacinto “L’economia meridionale prima e dopo il risorgimento” Firenze 1928
    Cestaro Antonio “aspetti della questione demaniale nel mezzogiorno, linea di una ricerca ambientale 1750/1875” Brescia 1963
    Coniglio Giuseppe“I Borboni di Napoli” Milano 1981
    Corona Gabriella “Demani e individualismo agrario nel Regno di Napoli” Napoli 1995
    Croce Benedetto “Storia del Regno di Napoli” Bari 1931
    De Martino Armando“Tra legislatori e interpreti saggio di storia delle idee giuridiche in Italia meridionale”napoli 1975
    Di Blasio Aldo “Il finanziamento della azienda agraria nel Regno di Napoli” Firenze 1981/

    Fortunato Giustino “La questione demaniale nell’Italia meridionale” Bari 1911
    Liberatore Pasquale “Della feudalità suoi diritti ed abusi nel regno delle Due Sicilie”napoli 1834
    Lombardi Luigi “I possessi pubblici la manomorta e lo svincolo della proprietà fondiaria” Napoli 1885
    Macry Paolo “Ottocento famiglie élites e patrimoni a Napoli” Torino 1988
    Marino John “L’economia rurale nel Regno di Napoli” Napoli 1982
    Masciari Francesco “Codificazione civile napoletana, elaborazione e revisione delle leggi borboniche 1815/1850”Napoli 2006
    Massafra Angelo “Il mezzogiorno preunitario, economia, storia, istituzioni” Bari 198 4
    Palumbo Manfredi “I comuni meridionali prima e dopo le leggi eversive della feudalità, feudi, università, comuni, demani” Cerignola 1916
    Santacroce Nicola ” I rapporti agrari nell’ottocento borbonico” Firenze 2005
    Santacroce Nicola “Nota a margine di una biografia del conte Giuseppe Zurlo Consigliere di stato e ministro dell’interno” Firenze 2005
    Sereni Emilio “Storia del paesaggio agrario italiano” Bari 1997
    Trifone Romualdo “Feudi e demani: eversione della feudalità nelle province napoletane, dottrina, storia, legislazione e giurisprudenza”
    Milano 1909
    Villani Pasquale “Mezzogiorno tra riforme e rivoluzione” Bari1974
    Villani Paquale“Feudalità riforme capitalismo agrario. Panorama di storia Sociale italiana tra Sette e Ottocento” Bari 1968
    Villari Rosario“Mezzogiorno e contadini dell’età moderna”Bari1961

  11. Antonio,

    mi scuso se non ho risposto subito ma ero all’estero per lavoro.
    In merito ai punti da lei elencati:
    1) la mia prima risposta non era rivolta a lei ma a voi in
    generale ed in particolare ad Epomeo.
    2) di solito non riporto passivamente idee altrui ma cerco
    sempre di valutare l’affidabilita’ delle fonti e soprattutto
    se ho una mia idea cerco sempre di capire le ragioni
    degli altri.
    3) la contraddizione che fa notare lei è solo parziale nella
    misura in cui il triangolo industriale non e’ solo FIAT, ma
    e’ anche una miriade di attivita’ industriali ed artigianali
    lombarde e piemontesi che si sono fatte apprezzare in
    tutto il mondo
    4) garibaldi per me è un traditore perche’ era del nord e
    non ha fatto gli interessi del nord. In realta questo non
    conta molto, conta molto di piu’ invece che abbia
    tradito la fiducia di molti meridionali che in lui avevano
    riposto le loro aspettative
    5) hanno chiuso le scuole al sud e bloccato lo sviluppo
    imprenditoriale? non lo sapevo, ma quando e’ successo?
    150 anni fa? e continua tuttora?

    Non e’ possibile che le differenze fondamentali tra 2 popolazioni diversissime come quelle del nord e del sud debbano essere considerate solo come pregiudizio.
    I fatti e qualsiasi statistica dimostrano che in europa (a parte alcuni stati che hanno subito il comunismo) le popolazioni piu’ arretrate civilmente e socialmente sono quelle del sud italia.
    Voi mi direte che e’ la poverta’ la causa..ma allora perche’ le mafie non sono nate in grecia o portogallo o sud della spagna o tra gli emigranti piemontesi in argentina alla fine dell’800?
    E’ stata solo colpa dell’unita’ d’italia o c’e’ dell’altro?
    E poi non e’ che prima del 1860 il regno delle 2 sicilie fosse un bengodi come molti pensano.Certo i piemontesi arraffarono i miliardi delle vostre banche, le migliori opere di ingegneria erano al sud,le poche industrie prosperavano (grazie ai dazi), ma la societa’ era arretrata , a livello di servitu’ della gleba e l’alfabetizzazione, anche prima dell’unita’,era ai minimi livelli (vedi risposta al punto 5).

    6) Tra le fonti ho notato che mancano quelle che iniziano
    con la “Z”. E’ una sua dimenticanza?o proprio non ce ne
    sono..

    saluti
    Enrico

  12. carissimo polentone di merda,mentra da noi si sfornavano laureati nelle università da voi si pascolavano le pecore,siete dei ladri garibaldi ha solo fatto gli interessi vostri,la mafia è nata perchè i savoia hanno affidato il potere a delinquenti per reprimere le rivolte dei nostri uomini contro la vostra occupazione.Avete rubato al sud ucciso preti violentato donne e ucciso bambini e siete degli ignoranti e dei reticenti non volete ammettere niente perchè siete vergognosi ,fate schifo all estero nessuno vi conosce perchè non valete niente mangiate da 150 sul sud e tenetevi i vostri rifiuti tossici merde.

  13. Approvo in pieno l’ultimo commento. Comunque è inutile dialogare con quelli del Nord perché sono assai buzzurri e molto ipocriti. Qualsiasi cosa non è adatta per i loro interessi loro la nascondono, s’ingannano addirittura tra di loro stupidamente. Del resto natura non facit saltus, sono indietro di almeno seicento anni di civiltà: quando da noi si parlava del Teorema di Pitagora loro erano ancora sulle palafitte. Da buzzurri e da ladri sono venuti da noi a rubare e a fare stragi mistificando questa criminalità con il “risorgimento”, ma era il loro risorgere dalla miseria in cui erano da secoli. Questa è la loro civiltà. Parlano male del Sud, ma non se ne vanno mai. Bisogna buttarli fuori dalle nostre Terre con gli stessi metodi loro e riprenderci la nostra indipendenza.

  14. Sempre contro i colori italiani, che rappresentano nel calcio anche gli odiosi savoia che ci hanno portato come dici bene tu Joseph 20 guerre tutte coloniali, povertà fame morte e disperazione. Tra l’altro la cosidetta Italia calcisticamente parlando si allena a Coverciano provincia di Firenze in quello che lo stesso bossi non ha esitato a definire il cuore della Padania cioe la zona tra firenza reggio emilia (origine dell’ odiato tricolore) e genova e che seppur vero che la figc ha seda a roma essa non conta niente nel calcio italiano, dato che chi conta è la lega calcio con sede a Milano( cuore economico della padania): tra i rappresentanti della nordica federcalcio si notano NIzzola , Carraro e altri tutti truffatori già questo sarebbe motivo per non tifare per la Nazionale di sto cazzo italiano. Quest’estate esponiamo colori bianchi alle partite della nazionale italiana: bianche come quello che ha ricevuto il sud in questi ultimi 150 cioè il nulla.

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